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INVESTIMENTI ESTERI: INTESA TRA CONFINDUSTRIA, REGIONE EMILIA ROMAGNA E CONFINDUSTRIA EMILIA-ROMAGNA

Gli investimenti esteri come fattore strategico per la crescita economica e occupazionale del territorio.

Per trattenere le grandi imprese estere già presenti in Italia e agevolare l’insediamento di nuove, è stato firmato oggi presso la sede di Confindustria Emilia Romagna il Protocollo d’intesa per il consolidamento e l’attrazione degli investimenti esteri dalla vicepresidente per l’internazionalizzazione e presidente dell’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria Licia Mattioli, dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dal presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari.

Il Protocollo si inserisce all’interno del Progetto Retention voluto dall’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria e segue quelli analoghi già sottoscritti con la Regione Toscana nel gennaio di quest’anno e con la Regione Lazio lo scorso mese di settembre. L’obiettivo è promuovere la creazione di una funzione di customer care presso la Regione a disposizione degli investitori esteri sul territorio, che contribuisca concretamente alla retention degli stessi, supportando il mantenimento e l’espansione degli investimenti delle imprese estere come partner indispensabili per lo sviluppo dell’economia.

“Un dialogo costruttivo e continuo tra Confindustria, imprese estere e Regioni è l’unica soluzione per garantire le condizioni necessarie allo sviluppo degli investitori in Italia, facendoli diventare rappresentanti dell’attrattività del nostro Paese”, ha detto la vicepresidente per l’internazionalizzazione di Confindustria Licia Mattioli. “Le multinazionali in Italia impiegano mano d’opera e talenti italiani, sono guidate da manager italiani, valorizzano filiere di qualità che tutto il mondo ci invidia, alimentando un rapporto virtuoso con le imprese della filiera, favorendone la competitività e l’internazionalizzazione, come in Emilia-Romagna”.

“Le oltre 1.000 imprese estere presenti in Emilia-Romagna, che garantiscono 100.000 posti di lavoro, hanno dato un contributo eccezionale allo sviluppo economico e sociale della regione”, ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini”.  Sono imprese che investono in R&S, che collaborano con le nostre università e sostengono i progetti della Rete regionale Alta Tecnologia. Sono molto ben integrate nelle filiere locali e generano un importante indotto, garantendo un basso impatto ambientale delle loro produzioni. Continueremo con la strategia di attrazione selettiva di investimenti diretti esteri finalizzata all’espansione della capacità manifatturiera della regione, con particolare riferimento ai settori più innovativi e all’industria 4.0”.

“Per consolidare ed accrescere gli investimenti già in essere”, ha aggiunto il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Pietro Ferrari “è indispensabile un dialogo costante e costruttivo con le multinazionali presenti sul territorio. Gli interventi per l’attrattività internazionale devono diventare strutturali: servono scelte stabili e continuative di politica industriale, sia regionale sia soprattutto nazionale, per dare un orizzonte temporale di medio-lungo periodo alle imprese che vogliono investire”.

“Il successo di un distretto industriale passa per il proficuo e regolare confronto tra le imprese estere presenti sul territorio, le rappresentanze di Confindustria e le funzioni regionali che si occupano di programmazione e sviluppo”, ha aggiunto Eugenio Sidoli, presidente di Philip Morris Italia e Coordinatore dell’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria. “Saper dialogare anticipa le crisi e coglie per tempo nuove opportunità di investimento. Questo Protocollo d’Intesa è quindi uno strumento per fidelizzare chi ha già creduto nel Paese, perché si senta cittadino in Emilia-Romagna e diventi ambasciatore dell’Italia nel mondo”.

L’Advisory Board Investitori Esteri (ABIE) è un gruppo tecnico previsto dallo statuto di Confindustria che si pone l’obiettivo di favorire la promozione del Paese come destinazione di business e la retention delle multinazionali già presenti, attraendo investimenti esteri ad alto valore aggiunto e promuovendo la competitività e la condivisione delle business practice sostenibili a favore della crescita economica del Paese. Nel Board siedono attualmente 28 figure apicali di alcune tra le più importanti multinazionali estere con sede in Italia, che impiegano circa 83.000 persone, per un fatturato di oltre 41 miliardi di euro nel nostro Paese. 

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