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AREA RISERVATA ALLE IMPRESE |
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E' indubbio che il settore agroalimentare del nostro territorio sia cresciuto, sia in termini qualitativi che d'immagine, negli ultimi 10-15 anni.
Un contributo fondamentale è stato apportato, principalmente dalle produzioni del vino e dell'olio, ma non vanno dimenticate anche altre realtà tipiche (fiori, prodotti lattierocaseari, pasta, dolci, ortaggi e frutta, carni, prodotti da forno,conserve, ecc. ) di introduzione più recente sul nostro territorio (caffè, ecc.) e di vecchia tradizione (lavorazione tabacchi, ecc.).
Le imprese del comparto, in ogni caso, desiderano valorizzare i risultati conseguiti, sia puntando su ulteriori processi di qualificazione delle produzioni, sia incrementando la propria presenza in Italia e sui principali mercati internazionali.
Sempre di più ci si sta accorgendo che è necessaria una maggiore coesione tra le varie imprese e tra le stesse e le istituzioni, per far conoscere meglio le proprie specificità produttive sui mercati che diventano sempre più competitivi e complessi.
Bisogna valorizzare le produzioni locali, sviluppando i processi di trasformazione sul territorio, in modo tale che si elevi la quota di valore aggiunto che resta nel Salento, invertendo così ciò che è avvenuto molto spesso nel recente passato.
Ritengo significativa, perché la crescita si consolidi e si basi su fondamenta più consistenti, una stretta collaborazione con altri comparti (turismo e comunicazione in primo luogo), perché si possano creare sinergie estremamente utili per l'intero territorio. E' , infatti, ormai acquisito che una zona cresce solo se tutti gli attori (privati e pubblici) si muovono nella stessa direzione e con finalità comuni.
A tal proposito, insieme alla Sezione Turismo, si sta lavorando per l'attivazione del P.A.T. (Programma di promozione e valorizzazione dei Comparti Alimentari e Turistico della Provincia di Lecce) .
La nostra Sezione Industrie Alimentari di Confindustria Lecce rappresenta una cinquantina di aziende, con circa 1.500 addetti ed un fatturato totale di oltre 250.000.000 di Euro (il 60% rappresenta la quota di esportazione).
E' indubbio che la situazione economica generale presenti notevoli aspetti di criticità, a mio avviso però superabili se anche a livello istituzionale si sapranno e vorranno portare avanti politiche che concretamente incoraggino - in modo particolare - le piccole e medie aziende (strutture portanti dell'economia) anche con azioni indirizzate verso una minore pressione fiscale. Questo fenomeno avviene in diversi paesi nei quali i dati economici sono decisamente più dinamici (tra i vari casi possiamo citare quello riguardante ad esempio l'Irlanda).
Concludendo vorrei citare anche le difficoltà che le aziende incontrano, a causa del sistema dei trasporti, che va urgentemente potenziato, anche per assicurare flussi turistici più significativi durante tutti i mesi dell'anno.
Piernicola Leone De Castris
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